ESTATE 2017

Che si fa quest'estate? Camminate in montagna, esercizi di inglese, letture che moltiplicano i giorni di vacanza...

Romanzo interessante perché costruito sulla volontà di premiare il valore salvifico della poesia e della letteratura, presentandoci la vicenda del poeta coreano Yun Dong-ju, morto nella prigione di Fukuoka nel febbraio del 1945. E' a tutti gli effetti un romanzo storico, dove il vero si intreccia al necessario (per la narrazione) verisimile. Di una letteratura non occidentale sembra tenere alcune movenze che sembrano legnosità narrative; in particolare i primi capitoli sono avviluppati a una certa rigididità delle sequenze che si traduce nella confusione dell'intreccio (almeno per me è tale). Si riscontrano anche alcune trascuratezze dovute probabilmente alla traduzione e a un editing che non si perita di collocare l'attacco di Pearl Harbour nel 1942 e di scrivere "Va, pensiero", dimenticando l'apocope. Ma nonostante tutto ciò (e forse proprio per tutto ciò!) la vicenda è un potente manifesto  della parola cercata e scritta dall'uomo, della parola poetica in primo luogo, per dimostrare di essere uomo, individuo, persona e non animale, numero, corpo. 


Perché la promozione alla lettura è, in Italia, un perpetuo cahier de doléance? Che cosa fa di noi italiani un popolo di "analfabeti che sanno leggere"'?  (Per la cronaca, l'arguta definizione è di Montale). 

L'autore scrive che gli italiani non sono grandi lettori perché non sono stati abituati a leggere fin da bambini, e sottolinea come la scuola oggi possa rappresentare al massimo solo un terzo (ma probabilmente molto, molto meno!) dell'insieme dei fattori che sollecitano e diffondono il piacere della lettura. Agenzia educativa fondamentale è la famiglia: e forse, più che conferenze sui vaccini, occorrerebbe tenere incontri per i futuri genitori sugli esiti funesti di una infanzia priva di libri letti ad alta voce dai genitori (così i figli da grandi, userebbero la lettura come strumento di conoscenza e riflessione: e non ci sarebbe bisogno di conferenze sui vaccini).

Ciò che può fare la scuola è insegnare il piacere della lettura sganciandola dal dovere di leggere... il tutto, se mi si permette, nell'ambito di quella educazione sentimentale a cui bisognerebbe ispirare l'azione didattica, soprattutto nell'ultimo anno delle medie e nel biennio delle superiori. Fin dal 1964 Simonetti Picone Stella e Annabella Rossi parlarono, nella loro ricerca della Fatica di leggere: una fatica che diventa, come si può capire facilmente, un piacere immenso, impagabile. Per questo bisogna rimettere al primo posto le emozioni e la fantasia: al contrario di chi vede nella scuola il luogo per preparare e qualificare i lavoratori del domani. 


Edizione uscita nel 2007 per una collana del Sole 24 Ore, con i testi più significativi del poeta, una introduzione chiara ed efficace di Anna De Simone e una serie di fotografie e immagini che ci restituiscono alcuni momenti importanti della vita del poeta forse più letto nelle antologie scolastiche (per le liriche intense del Porto Sepolto, accompagnate da un inevitabile valore didattico aggiunto). Ho ripreso in mano Ungaretti per due ragioni:

a) rivedere la parabola barocca di un autore, che nelle raccolte di Sentimento del Tempo e La Terra Promessa recupera la nostra tradizione lirica più elegante e la rende moderna

b) accompagnare la visita ai forti e ai posti della I guerra mondiale tra la Val di Sole e la Val Camonica.

Che dire? La ragione b) rimane, e chiedo venia se qualcuno rimarrà offeso, quella che restituisce il poeta più rivoluzionario, autentico e comunque formalmente ineccepibile dei primi trent'anni del '900.  


No, non sto pensando di divorziare... ma ho voluto rivolgermi a questo libro per poter avere frecce a mia disposizione quando dovrò sentire, per l'ennesima volta, che se l'alunno va male a scuola è perché è figlio di divorziati/i suoi stanno divorziando/vive con la mamma divorziata/vive con il papà divorziato/non ha accettato il divorzio dei suoi... 

Il divorzio è un possibile evento della vita degli uomini, che si può vivere come un fallimento irreparabile ma anche come motivo di rinascita. Con tutto il rispetto per il lavoro della Oliverio Ferraris, nulla di inaspettato, ma solo conferme. A volte, infatti, i matrimoni possono essere trappole dalle quali è meglio uscire, e questo vale anche per i figli. A ciò si aggiunge: che essere adulti significa saper essere responsabili, cioè rispondere delle proprie scelte, consapevoli di ciò che si fa; che buoni genitori si può essere da divorziati e cattivi genitori da sposati; che bambini, adolescenti e adulti hanno ruoli diversi che non vanno confusi. Ma soprattutto va ricordato che è nell'ascolto, degli altri e di se stessi, il punto di forza per essere felici.  

Il romanzo della Zannoner è un libro destinato agli adolescenti: forse non ha i numeri di John Green, ma si tratta di un prodotto di qualità. Ben pensato, ben scritto (anzi, riscritto), accattivante. Una storia di amore che piace soprattutto alle ragazze, e che strizza l'occhio all'attualità... Ma per gli adulti di oggi che sono cresciuti con Mann, Vittorini, Sciascia (et alii) c'è sempre un po' di distacco, un piccolo e fulmineo senso di noia di lascia che lascia subito il posto alla consapevolezza: bello il romanzo, brava la Zannoner; come si faranno apprezzare dai teen ager quelle pagine dove la descrizione dei sentimenti e delle sensazioni d'amore sono così vividi; meglio, molto meglio questo libro che il nulla a cui tanti giovani (e non solo) sono assuefatti,


Se il racconto ha una dignità, lo si deve anche a questo libro di Mario Rigoni Stern. La montagna è protagonista come lo può e lo deve essere la montagna, senza retorica e nessuna concessione a sbavature di contorno. Un libro dove la caccia è amore per il respiro degli uomini e degli animali, a dispetto del paradosso, e inno pieno alle bellezze della Natura. Titolo uscito all'inizio degli anni '60, e oggi appena datato in alcuni particolari (i villeggianti della domenica sono di più, sono molti di più; la caccia è diventata minoritaria e più tecnologica; alcune routine di quei monti oggi sono solo un ricordo). Il libro resta forte, diretto e avvicente nella volontà onesta di raccontare storie. 


A proposito di racconti: ecco una prova narrativa dove la giallista svedese dimostra come il genere non sia una versione semplificata del romanzo, ma si possano confezionare dei sonori disastri pur essendo scrittori acclarati. Non importa di discutere ora se  si tratti di strategia editoriale in attesa del nuovo romanzo da lanciare o piuttosto di determinata convinzione a non buttar via nulla. Di certo i racconti presenti (con eccezione del primo, ben strutturato nella fabula e nelle dimensioni) risultano poco convincenti quando non insulsi, come quello che dà il titolo alla raccolta. Nel racconto omonimo infatti la vicenda è smaccata, l'esito intuibile fin dalle prime pagine, l'intreccio dominato solo dalle numerose tazze di caffé accompagnate da tramezzini... che la Lackenberg fosse a dieta in quei giorni? Purtroppo anche il lettore rimane a dieta. 


This book must be considered a classic of the XX century literature. Not only is it written in a sharp and witty style, but it also possesses a special grace in dealing with heavy stuff by drawing thin lines. The novel deals with some themes relevant and universal: the theme of the double, that of the wicked charm, that of the evil inside almost innocent teen agers and never innocent adults. And, why not, the theme of sex, from the callow youth till the wise age of gossip. I had already read the novel when I was younger, then again two years ago, while today I have read the original version. This time, maybe thanks to the native language, the picture of a a 1930s Edinburgh school is more vivid than ever. 

The events made me reflect upon the teacher's role. Miss Jean Brodie is not a teacher, she acts as (and wants to be) a leader, a Duce, a Fuhrer, the dictators she admires and describes as epic heroes and geniuses. Her morality is upside down and definitely rotten, but she keeps up everything with self-indulgence and ferocity, the two feelings twisted as two unsplittable faces. She is firmly determined to dedicate herself to what she calls "her girls, her set", even if it is just a matter of her ego. Her very true idea for education is not "leading out", as she claims, but contempt for a decent deontology and, above all, for respect to the other people. What is the damage that a brilliant woman "in her prime" can cause to young souls? Miss Brodie's original sin is her obstinate love for loneliness, the loneliness of a Duce: she has plenty of people near her, but none of them is worth to being listened. She declares she does not like to thrust into her girls' minds, but she does thrust into everybody's life, like a conqueror who must win their battle and let a desolate land.

Racconto ispirato alla propria autobiografia e alla fine che toccò alla nutrice e governante. Più che la Némirovsky, sembra di leggere Tolstoj o Cechov per il tono, il piglio, l'atmosfera che descrive, anche se brevemente, la storia di una famiglia russa e la sua governante.

Resta comunque una buona prova narrativa, un racconto lungo che merita di stare sugli scaffali, forse anche sui banchi di scuola, per trasmettere, anche senza scene di guerra o la trascrizione di lunghi comizi, la tragedia di una rivoluzione. 


Saggio tanto breve quanto ben curato ed esaustivo nella volontà di descrivere un fatto di cronaca nella sua portata storica. Sono questi i saggi che andrebbero proposti ai nostri alunni: non solo per i contenuti, ma anche per lo stile (puntuale e non ridondante) e per il metodo (una storiografia che non tenta di dare risposte non serve a nulla). 

Se siamo ancora rimasti al vecchio réfrain di Benito Mussolini che sì, sbagliò a portarci in guerra, ma fece tante buone cose, questo è un contributo per spazzare gli equivoci e fare storia senza retorica e con molta onestà. La sconfitta delle opposizioni ha infatti la paternità nella malafede intellettuale e nell'opportunismo di quei tanti italiani che scambiarono la libertà e l'integrità morale con una politica di corto respiro, alimentata dalla paura di perdere il proprio orticello.  

Furberia editoriale (il saggio è tratto da una pubblicazione più corposa) ma comunque ottimo contributo per capire meglio, o almeno cercare di vedere da un altro punto di vista, il tema della perrenne contrapposizione oligarchia vs democrazia. Il prof. Canfora ce ne dà una lettura puntuale, assolutamente filologica, e molto interessante. 

Che cosa sia la democrazia per noi e per i greci non è scontato. Se poi ci aggiungiamo la necessità, per noi docenti, di continuare a "tagliare" e semplificare, proporre letture come questa può essere scoraggiato, visti gli esiti immediati... Resta però, a mio parere, assolutamente necessario. 

Engels went to Manchester when he was 22, in 1842. In Manchester, Engels met Mary Burns: they began a relationship that lasted 20 years until her death in 1863. She guided Engels through Manchester and Salford, showing him the worst districts for his research. His notes became articles for his influential first book, The Condition of the Working...

©Paola Comelli, 2025. Tutti i diritti riservati. Le immagini sono state scattate dall'autrice.
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