a.s. 2024/25

A metà gennaio ho dovuto rinunciare a scrivere per molto tempo (e ancora non posso farlo come vorrei). E soprattutto stare lontana dalle aule scolastiche. 

Queste sono state le letture che mi hanno tenuto compagnia, insieme a due quotidiani quasi ogni giorno. Perché ve lo dico? Che domanda! Come avrei fatto a resistere allo scoramento in cinque mesi? 

Alcune osservazioni sono interessanti e promettenti; il libro tuttavia si perde in una costruzione informe, di cui peraltro l'autore è consapevole fin dalla prima pagina. 

Non è un saggio e neppure un pamphlet: sono piuttosto delle suggestioni. Peraltro il lavoro di cui si parla non è solo quello dell'uomo produttore di beni e servizi, ma anche dell'individuo perennemente sottoposto al ritmo forsennato della connessione digitale. 

Ho riletto questo breve romanzo per proporlo nelle terze liceo ed informatica. Nel primo caso volevo una lettura breve, visto che in quella classe hanno sempre altro da fare; nel secondo caso desideravo sottoporre a una classe di 27 ragazzi maschi un po' di psicologia femminile. Ne è uscita una riflessione sul ruolo delle emozioni e delle buone intenzioni, che debbono essere sempre passate al vaglio dalla ragione per non cadere nell'errore di voler fare a tutti i costi un bene che diventa invece improvvisazione ingenua, quando non dipendenza. Così come la ragione va temperata dalla pietà per gli altri e per se stessi. 

Mi era stato prestato, ma l'ho trovato talmente consonante a ciò che sto vivendo in questi mesi che l'ho acquistato. Quando si dice la letteratura.. proprio come sostiene Papa Jorge Bergoglio con la sua Lettera sul ruolo della letteratura nella formazione, i testi letterari sono racconto, esperienza, accompagnamento, analisi, ascolto: "è necessario recuperare modi di rapportarsi alla realtà ospitali, non strategici, non direttamente finalizzati a un risultato, in cui sia possibile lasciar emergere l'eccedenza infinita dell'essere (...) La letteratura diventa allora una palestra dove allenare lo sguardo a cercare ed esplorare la verità delle persone e delle situazioni come mistero, come cariche di un eccesso di senso". 

Paolo Alliata offre alcuni esempi di lettura per mostrare quanta vita abbiano dentro e quanta ce ne possano dare, legando tale esperienza di lettura a passi biblici ed evangelici, confermando la potenza spirituale della letteratura. Il tutto con uno stile lineare, affabile, privo di didascalismi petulanti ma semmai avvinto a una passione che si vuole generosamente condividere. 

Un  libro scritto bene, curato e autentico, che però risente dell'impostazione da blog. Infatti più che un'opera su cui imbastire la propria lettura può essere un'opera a cui ispirarsi, costruita su riferimenti incrociati, recuperi, corse in avanti e rimbalzi estemporanei, tutti elementi che costituiscono il percorso di un lettore: percorso esemplare per certi versi, inattuale per altri. 
Per esempio, tutto quell'amore che la Middei manifesta per i russi non ce l'ho (avuto), anche se La morte di Ivan Ilic è uno dei miei romanzi preferiti. Inoltre, se devo parlare di un romanzo ai miei alunni come anche a qualche giovane interlocutore, non posso recuperare continuamente personaggi, eventi e passi di opere che non hanno letto (e quante cose non hanno letto i ragazzi di oggi).
Forse ai nostri giorni questo si chiede a un volume che intenda proporre la lettura: un'esperienza esemplare su cui il lettore giovane e inesperto (e sono sempre di più, e non necessariamente gli inesperti sono giovani) possa rispecchiarsi per voler provare, a sua volta, a lasciarsi prendere in un altro flusso di emozioni e sentimenti letterari. 

Non posso discettare dell'ultima opera di un poeta che ho conosciuto di persona e ritengo sia una brava persona, dote non comune tra molti uomini di lettere, spesso più interessati ad autopromuoversi. Ciò che posso dire è che il titolo ben illustra le liriche qui presenti: non perché la vita del poeta sia leggera e tesa ad ogni cambio di vento, ma perché a mio parere Casati cerca, a differenza di molti poeti del Novecento e di questi due ultimi decenni, non la profondità dell'essere, ma la velata inquietudine di quest'ultimo alla ricerca dell'incontro con chi si ama. Può essere un limite, può essere un punto di forza; di sicuro è la cifra distintiva delle sue liriche. 

Entrambi i volumetti sono significativi: ciascuno di essi propone dieci tele, dieci passi letterari, dieci suggestioni evangeliche, in un percorso che per qualcuno può essere di meditazione, per altri di sollecitazione culturale, per altri di edificazione personale. 

©Paola Comelli, 2025. Tutti i diritti riservati. Le immagini sono state scattate dall'autrice.
Creato con Webnode Cookies
Crea il tuo sito web gratis! Questo sito è stato creato con Webnode. Crea il tuo sito gratuito oggi stesso! Inizia